Oggi ti racconterò la storia di una giovane fuori sede come ce ne sono tante, un po’ ingenua un po’ sognatrice, e di come sia riuscita, per caso o per fortuna, a trasformare un’esperienza infelice in qualcosa di (potenzialmente) utile per tutte le future giovani universitarie trasferite come lei.

Avviso alle navigatrici: mi sarebbe piaciuto scrivere una bella commedia alla Bridget Jones, ma da qui in avanti i toni si faranno un po’ alla Woody Allen; spero non me ne vogliate, ma il massimo dell’umorismo al quale posso aspirare è proprio quello cinico di Woody. Buona lettura!

A di Adulta - Una fuori sede a Torino

Oggi è un mercoledì di settembre piuttosto piovoso, di quelli che ti illudono che il dannato caldo estivo abbia finalmente deciso di sloggiare: lo era anche quello che, tre anni fa, mi ha vista varcare per la prima volta la soglia della mia ex università. Ed eccomi lì: un’ingenua, spaventata, ma altrettanto carica di aspettative, studentessa fuori sede alle prese con la vita da adulta.

Adulta: che parola terribile, eh? Eppure così piena di speranze. Le bollette da pagare, la spesa, le lavatrici. Un vortice di responsabilità che ti prende e ti scarica addosso tutta l’adrenalina di una nuova vita. Però che dolce il sapore della libertà, dell’indipendenza, degli snack in offerta del Lidl, del poter scegliere come e quando tornare a casa.

Tutto fantastico, vero? Se non fosse per un piccolo, insignificante, dettaglio.

B di Basta - L'incontro con Wher

Essere una giovane donna in una grande città non è sempre tutto rosa e fiori: vuol dire anche dover scendere a compromessi. E la tanto agognata libertà è tale fino a quando non decidi di spostarti da sola, magari dopo il tramonto, cosa che può capitare, soprattutto se la tua università prevede delle lezioni serali.

Ho subìto, così come tante altre donne subiscono ogni giorno, il fenomeno del cat calling e dello street harassment, per intenderci, le molestie da strada: commenti e/o atteggiamenti non richiesti e assolutamente non graditi.

Fino a che punto è possibile far finta di nulla? Ho odiato fino allo stremo questo genere di situazioni. Ignora e vai avanti. Ignora e vai avanti. Un mantra che continuavo a ripetermi senza mai voltarmi indietro. Sì, ma ripeto, fino a quando?

Fino a quando non ho incontrato Wher. Come? Nel modo più banale che il mondo social possa mettere a disposizione: una pubblicità su Instagram. Ma tanto è bastato per farmi imbracciare carta e penna, virtualmente parlando naturalmente, e scrivere una bella mail ad Eleonora, la founder di Wher.

Insieme abbiamo così dato vita a questo meraviglioso percorso, sfociato in quella che poi è divenuta a tutti gli effetti la mia tesi di laurea: The Wherrior Starter Kit.

C di Cavolo, mi devo laureare! - La tesi "The Wherrior Starter Kit"

Hey, sei sopravvissuta fino a qui? Beh, allora ti meriti assolutamente una gif di ringraziamento:

Come ti dicevo, insieme a Wher ho messo a punto il progetto di tesi di cui adesso ti darò un assaggio.

Il primo passo è stato quello di impostare il lavoro sulle esigenze delle future fuori sede. Mi sono chiesta cosa avrebbe voluto sapere la me di tre anni prima appena arrivata in città, e il risultato è stato il seguente:

  • Quali fossero le zone migliori dove andare ad abitare 🏡;
  • Come sopravvivere alle sessioni senza dover cedere al cibo in scatola 🥫 ;
  • Come muoversi alla sera senza preoccuparsi di non fare tardi 🍻;
  • Come raggiungere gli eventi di desàin e altre cose hipster a me e alle mie compagne di corso cari, senza rischiare di perdersi 🧭;

La risposta era una e semplice: Wher. Bisognava solamente aggiungere un’intensa esperienza da fuori sede veterana: è così che è nato il Breve Manuale di Sopravvivenza per Studentesse Fuori Sede (che di breve non ha nemmeno il nome, lo so) insieme alle altre fasi di comunicazione progettate ad hoc per rispondere alle esigenze di cui sopra.

E adesso, dalla regia, manderanno una carrellata di diapositive esemplificative di quello che hai appena letto 📷👇

D di Decollo - Il progetto per Studentesse Erasmus: Wherever She Studies!

Sì, ok, ma adesso? Che ne sarà di tutta questa fuffa universitaria? Te lo dico subito: grazie a Wher, il progetto sta prendendo una forma più concreta. La mia tesi è stata il punto di partenza per il nuovo progetto “Wherever She Studies”. 

Insieme ad ESN Unicatt Milano abbiamo infatti deciso di collaborare per dar vita ad una serie di attività per accompagnare le nuove studentesse Erasmus nel loro percorso di scoperta di Milano: Eventi, Urban Mapping e… il Manuale di Sopravvivenza!

Tante tips sulla mobilità cittadina e su come organizzarsi senza… impazzire! Inoltre abbiamo deciso di inserire anche dei fantastici stickers!

Il Manuale è stato presentato per la prima volta qualche giorno fa ad un gruppo di studentesse Erasmus che ne sono state entusiaste: le attività sono iniziate da qualche giorno ma abbiamo già l’adrenalina a mille! 

Man mano che il progetto andrà avanti vi aggiorneremo qui sul Blog di Wher 😊

Esiste anche la versione online del Manuale!

Bene, cara lettrice, questo mio debutto sul blog giunge al termine, ma tu non smettere di seguirci, perché quello che inizia oggi è un piccolo grande passo verso un futuro migliore: un futuro con meno scatolette di tonno per pranzo e più fuori sede forti e indipendenti, consapevoli che là fuori c’è una grande Community di donne pronte a sostenerle in questo meraviglioso e tortuoso viaggio chiamato età adulta.

Vuoi scoprire di più sul progetto per studentesse Erasmus "Wherever She Studies"?
(Io penso proprio di sì 😊)

Chiara

23 candeline spente lo scorso febbraio e una strano feticismo per i programmi trash delle tv locali. Per nove ore al giorno, pausa pranzo compresa, sono la (nuova) graphic e communication designer di Wher; a tempo perso, invece, mi alleno nel salto carpiato doppio del Baozi in salsa agrodolce. E se ti stai chiedendo perché ti dica tutto questo, beh, semplice: è il mio grande (?) debutto su questi schermi.