Femminista non è un insulto: Leggi, conosci e appassionati… inizia da qui!

Quest’anno ci siamo interrogati un bel po’ su come dare il nostro contributo per l’8 Marzo: in questo articolo raccontiamo di come lavoriamo e dell’importanza di agire in prima persona nel quotidiano… iniziando a prendere consapevolezza, ad esempio con qualche libro!

Essendo una startup che ha come core-business un servizio completamente dedicato alle donne viviamo in maniera diversa questa giornata: lavoriamo tutto l’anno per le donne, ci sembra naturale parlare di tematiche femminili nel quotidiano. Ma ci rendiamo conto che non è così per tutti, e anche per questo che giornate come questa sono importanti, oggi più che mai.

Abbiamo riflettuto sull’8 Marzo e ci siamo resi conto che quest’anno è diverso.

E’ un periodo di cambiamenti per le questioni di genere, o almeno questo è quello che si percepisce: ovunque si può respirare un’atmosfera di insofferenza, una sottile sensazione che effettivamente le donne si stiano stancando dell’odio e della violenza gratuita, dell’indifferenza alla questione e di tutti quei piccoli episodi quotidiani che irritano e a lungo andare si trasformano in disagio cronico.

Siamo convinti che ognuno, donna e uomo, debba fare la propria parte per le questioni di genere.

E il tipo d’impegno dipende dalla persona: c’è chi si schiera in prima linea e scende in piazza a protestare giorno dopo giorno (come oggi), chi lavora nelle no-profit o aziende ad impatto sociale, chi pubblica sui Social, chi cerca di modificare un comportamento scorretto quando lo riconosce e chi educa i figli, maschi e femmine, secondo questi valori.

Tutti queste forme di azione sono importanti perché insieme si completano e formano un unico corpo che crede e combatte: da sole non porterebbero un vero cambiamento.

Noi di Wher

Con Wher abbiamo preso la questione di percezione di sicurezza nelle strade mettendo il focus sul benessere e sulla sensazione di (dis)agio nello spostarsi in città. Questo è un punto fondamentale: il modo in cui si vive la quotidianità, soprattutto gli aspetti che sono ormai routine e ai quali non dedichiamo molto del nostro pensiero, influiscono pesantemente sul benessere della vita e possono essere determinanti per questioni più grandi, come la fiducia in se stesse, e quindi influire su scelte importanti.

Di recente abbiamo organizzato un incontro con alcune delle nostre Wherrior milanesi dove sono intervenute due docenti universitarie che hanno contribuito in maniera eccezionale parlando di temi come la sociologia urbana, la disparità delle politiche urbane tra Europa e Italia e la necessità di “costruire” città che effettivamente siano pensate per le donne. Ne è scaturito un dibattito dove è uscito tutto l’entusiasmo delle Wherrior, che hanno continuato a lavorare per rendere Milano più a misura di donna.

Pensiamo che questi incontri siano fondamentali per prendere consapevolezza sulla questione e iniziare a lavorarci insieme!
(Qui l’articolo dell’incontro)

Quindi il primo passo è … la consapevolezza!

Oggi abbiamo quindi deciso di condividere con voi alcuni dei nostri libri preferiti, quelli che ci hanno insegnato qualcosa e che siamo convinti possano spalancare gli occhi a chi li sta aprendo (e aprirli a chi li ha ancora chiusi).

Alcuni libri fantastici da dove iniziare 😍

Ovviamente non sono tutti: abbiamo una libreria ben fornita nel nostro ufficio! Durante il 2019 ne condivideremo altri, sempre importanti. Oggi partiamo da due saggi must-have, un libro di racconti e una raccolta di poesie.

Di ognuno abbiamo riportato alcune parti importanti e scritto una nostra riflessione: cliccate e non ve ne pentirete 😎

Dovremmo essere tutti femministi

Chimamanda Ngozi Adichie
Saggio/Speech

Clicca qui e scopri il libro

Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne

Michela Marzano
Saggio

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Brave con la lingua – Come il linguaggio determina la vita delle donne

A cura di Giulia Muscatelli
Libro di racconti

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Milk and honey – Parole d’amore, di dolore, di perdita e di rinascita

Rupi Kaur
Libro di poesie

Clicca qui e scopri il libro

Cosa ci si porta a casa da questo articolo?
(a parte dei fantastici nuovi libri da leggere?)

La (prima) consapevolezza che bisogna togliere l’accezione negativa al termine femminismo, o all’essere femminista, ben radicata nella nostra cultura.

Essere femminista non significa “odiare gli uomini”, significa condannare comportamenti oppressivi perpetuati sia da uomini che da donne.

Come dice Chimamanda Ngozi Adichie:

“La mia definizione di femminista è questa: un uomo o una donna che dice sì, esiste un problema con il genere così com’è concepito oggi e dobbiamo risolverlo, dobbiamo far meglio. Tutti noi, uomini e donne, dobbiamo fare meglio”