Dovremmo essere tutti femministi

Chimamanda Ngozi Adichie
Intervento al TedXEuston del 2012

 

Scrittrice africana molto apprezzata: in questo speech, che attinge molto dal suo vissuto, offre un modo nuovo di considerare il femminismo nel XXI secolo, facendo riflettere ma mai giudicando. Il suo punto di forza è che l’energia della scrittrice è evidente, ma la sua rabbia non si trasforma mai in odio.


Il libro ha 41 pagine ma è un must-have: ogni pagina racchiude un concetto veramente importante! (In alternativa qui trovate il video dello speech)

Qui scriviamo le parti che ci sono piaciute di più:

 

“Se facciamo di continuo una cosa, diventa normale. Se vediamo di continuo una cosa, diventa normale. Se solo i maschi diventano capoclasse* a un certo punto finiamo per pensare , anche se inconsciamente, che il capoclasse debba per forza essere un maschio. Se continuiamo a vedere solo uomini a capo di grandi aziende, comincia a sembrarci “naturale” che solo gli uomini possano guidare grandi aziende.”

*la scrittrice si riferisce al fatto che da bambina quando viveva in Africa le è stato proibito di diventare capoclasse in quanto donna nonostante avesse i voti migliori.

“Il genere conta in tutto il mondo. E oggi vorrei che tutti cominciassimo a sognare e progettare un mondo diverso. Un mondo più giusto. Un mondo di uomini e donne più felici e più fedeli a se stessi. Ecco da dove cominciare: dobbiamo cambiare quello che insegniamo alle nostre figlie. Dobbiamo cambiare anche quello che insegniamo ai nostri figli.”

“Facciamo un grave torto ai maschi educandoli come li educhiamo. Soffochiamo la loro umanità. Diamo alla virilità una definizione molto ristretta. La virilità è una gabbia piccola e rigida dentro cui rinchiudiamo i maschi.”

“Insegniamo alle femmine a restringersi, a farsi piccole. Diciamo alle femmine: puoi essere ambiziosa, ma non troppo. Devi puntare al successo, ma non troppo, altrimenti minaccerai l’uomo. […] Insegniamo alle femmine che in un rapporto è più normale che sia la donna ad accettare un compromesso […] Insegniamo alle ragazze che non possono vivere il sesso come i ragazzi. Insegniamo alle ragazze a vergognarsi. “Chiudi le gambe”, “copriti”. Le facciamo sentire in colpa per il solo fatto di essere nate femmine. E così le ragazze diventano donne incapaci di ammettere che provano desideri.”

“La cultura non fa le persone. Sono le persone che fanno la cultura. Se è vero che la piena umanità delle donne non fa parte della nostra cultura, allora possiamo e dobbiamo far sì che lo diventi.”

 

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